Il maestro Gerardo Sacco, ambasciatore della Calabria nel mondo

La storia della propria terra, l’attaccamento alle radici, un passato che viene reintepretato e reso attuale. Gli stessi principi, la stessa filosofia che il ristorante “Porto Vecchio” applica alla cucina, il suo storico amico Gerardo Sacco li applica all’arte orafa. E insieme li hanno celebrati nella popolarissima trasmissione televisiva di Rai1 “Linea verde”.

Attraverso i suoi splendidi gioielli, prestati anche al mondo del cinema e del teatro, il maestro orafo crotonese ha fatto conoscere la Calabria in tutto il mondo. Sulla cresta dell’onda da 60 anni, Gerardo Sacco è stato infatti tra i primissimi ambasciatori di questa terra che tanto ha da raccontare. Un patrimonio di conoscenze, di arte, di cultura, di manualità che Sacco ha saputo vedere molto prima degli altri, intuendone la potenza e le potenzialità. Le sue prime creazioni, così, nascono dall’osservazione dei gioielli arbereshe, indossati con i costumi tradizionali dalle donne delle comunità albanofone giunte in Calabria a metà del 1400. “Una ricchezza che si stava perdendo – racconta – perché non aveva mercato. Io l’ho trovata una cosa orribile, e così ho fatto di tutto per valorizzarli”. Riuscendoci appieno. Poi il grande cinema con Franco Zeffirelli, il teatro, la musica lirica, le linee di enorme successo ispirate alla sua Calabria. Come quelle dedicate alla cultura contadina, celebrata attraverso la rivisitazione degli oggetti della tradizione ed i gioielli che riproducono i prodotti tipici della nostra terra. Insomma, dal disegno a mano alla stampante 3D, Gerardo Sacco ha saputo essere protagonista di un lungo tratto di storia dell’arte contemporanea mantenendo intatte la curiosità, l’impegno, la voglia di mettersi sempre alla prova. E senza mai cedere alla tentazione di piangersi addosso nonostante le mille avversità cui la vita l’ha messo di fronte, “considerando – spiega – ogni esperienza ed ogni difficoltà come un’occasione di crescita”.

Dalla sua casa che si affaccia sul mare Gerardo Sacco continua a trarre ispirazione, ad immaginare ed a creare nuovi gioielli, vulcanico come pochi giovani riescono ad esserlo. E la sera è facile trovarlo ad un tavolo del ristorante “Porto Vecchio” a gustare la sua pietanza preferita, i ‘cannarozzeddri col brodo di pesce’, un piatto povero ma saporitissimo, eterno custode di una tradizione marinara che resiste al tempo.

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